RECENSIONI

 Giusy Uljanic, tra la nostalgia e l’immaginario

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                                                                                                La fluidità del tempo

Nella Sala Espositiva dell’Ufficio del Turismo di Oulx ritornano le opere di Giusy Uljanic, i momenti di un’esperienza pittorica legata alla natura e agli aspetti di una realtà reinterpretata e trascritta sui fogli di carta da disegno o su «tavole» dove il colore acrilico fissa un’idea, un volto o lo scorcio di un paesaggio. Pittura, quindi, che esprime l’attenzione per l’ambiente e, contemporaneamente, trasmette le sottili e quotidiane emozioni, le sensazioni, le inquietudini del fluire inesausto dei giorni e delle stagioni. E così le nodose e contorte radici, una poetica bicicletta, una baita, sono risolte secondo una grafia misurata, un colore che sottolinea l’essenza delle immagini, una rappresentazione composta mediante una misurata resa del soggetto. Finalista al Premio Cesare Pavese di Santo Stefano Belbo, invitata con una mini personale ad esporre al Piemonte Artistico e Culturale, presente nelle collettive organizzate negli spazi del Centro Congressi della Regione Piemonte, la Uljanic ha attraversato il tempo con la volontà di fissare un luogo della memoria, una luce che «scopre» un corso d’acqua e un’antica borgata montana. Vi è nei suoi quadri una rasserenante visione della natura, di una fontanella, del ritratto di Liliana o di uno stagno. Nulla è affidato al caso, ma ogni pianta acquatica, ogni dato cromatico, ogni finestra, appaiono quali documenti di un dipingere che tende a una raffigurazione controllata e caratterizzata da un carretto o da una meridiana che scandisce il tempo dell’intera esistenza.

 (Angelo Mistrangelo)

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Un’arte compiuta, ma sempre in evoluzione. Aneliti di libertà in una pittura vigorosa per temi e colorismo.

L’evocazione classica della figura umana nei dipinti di Giusy Uljanic riconduce ai fasti dell’Arte Bella, alla tradizione sempre viva nella coscienza storica dell’estimatore d’arte che, se pur talvolta fascinato dal cromatismo e dai dismorfismi della pittura del Novecento, tuttavia custodisce intatta nel profondo dei sentimenti l’emozione della forma naturalistica, sia essa idealizzata o resa nel più spontaneo realismo. Giusy spesso indulge su figure di ispirazione orientale, che sono tipologie dell’immaginario, piuttosto che ritratti di soggetti della vita in atto, anche quando i lineamenti o i caratteri ornamentali richiamano circostanze e situazioni della quotidianità. Attraverso il ritratto classico lontano nel tempo e mediante la grazia di figure di un mondo culturale lontano nello spazio, Giusy rivive e fa rivivere allo spettatore la magia di una realtà che appartiene alle regioni del fantastico, di memoria o di sogno, e pertanto l’Artista recupera e restituisce quel che non appartiene o non è più proprio del contesto in cui Giusy vive ed opera. La tecnica pittorica è accurata e matura e ciò rivela e riflette un temperamento severo che nulla lascia all’approssimativo, all’incerto. Nonostante la vena nostalgica che le scelte e la qualità pittorica emanano, non c’è in Giusy un moto d’ansia, non c’è inquietudine per l’attimo fuggente, giacché il privilegiato classicismo tende ad immortalare i soggetti in forme e colori che in arte si perpetuano da migliaia di anni. Nessuno può anticipare se la pittura di Giusy Uljanic manterrà in futuro gli stilemi della gloriosa tradizione classica o se nuovi stimoli e altri impulsi faranno vertere la sua arte in direzioni differenti. Ma poiché la pittura è la natura dell’artista, si può pronosticare, senza eccessivo rischio, che eventuali metamorfosi stilistiche non altereranno troppo il già consolidato stile, specchio di una cultura antropica ed artistica che guarda con amore e con deferenza a quanto la storia ha consegnato alle generazioni in divenire.

(Enzo Papa)

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 La pittura di Giusy Uljanic si presenta evoluta nei temi, nelle forme e nel colorismo, con tagli compositivi originali e con soluzioni pittoriche che sfuggono dal fare lezioso e dal compiuto calligrafico, pur mantenendo un rigore disegnativo saldo e sicuro, di ricordo accademico. I colori sono intensi e tendenzialmente insaturi, a volte tendenti alle tonalità neutre, memori di un gusto tardoromantico motivato da sentimenti di nostalgia sempre fervidi nel cuore e nell’animo di Giusy. Anche le scelte tematiche sono dettate da aneliti d’evasione spirituale, quando l’Artista affronta soggetti come le figure esotiche, d’Africa e d’Asia, desiderio di mondi lontani, di conoscenze nuove che allarghino i confini culturali della vecchia Europa, bisogno di contatti umani di più ampio dialogo. Questi segreti pensieri si confermano nei dipinti dove è presente l’acqua, elemento naturale sempre in movimento, segnatamente il mare, distesa liquida che divide, ma che nel corso della storia ha avvicinato i popoli, le esperienze, i saperi e le civiltà e con essi le singole persone. Il mare di Giusy è il simbolo della libertà di muoversi, spostarsi, viaggiare in ogni direzione, metaforicamente anche negli ideali. In mare ogni navigante è nocchiero di se stesso, non vincolato al nastro della strada, obbligata per margini naturali o posti dall’uomo, né al maggior vincolo delle vie ferrate, che corrono da un punto ad altro punto fisso, né alle radiopiste delle transvolate. Il mare ha percorsi liberi, almeno nell’immaginario, consente cambi di rotta, conduce dove il cuore indirizza, anche se “il mare non ha alberi a cui aggrapparsi”. Giusy Uljanic non teme il pericolo dell’incerto ed elegge, come veicolo delle sue aspirazioni, il mare della libertà, su cui naviga nella distesa senza frontiere della sua creatività artistica. La pittura di Giusy avanza in progressione accelerata, perché l’Artista nutre elevate ambizioni, ricerca sempre nuove modalità espressive e, per quanto le opere appaiono definite e definitive, si possono pronosticare sviluppi e innovazioni stilistiche corrispondenti alle mutevoli emozioni che giungono attraverso le esperienze e le sorprese della vita.

(Enzo Papa)

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